Donazione. Cos’è, come si fa e cosa comporta

Donazione. Cos’è, come si fa e cosa comporta

La forma del contratto per la donazione è molto importante, e bisogna trovare le soluzioni giuridiche più adatte a evitare future complicazioni.

Di cosa si tratta

La donazione è il contratto con cui per spirito di liberalità una persona arricchisce l’altra: lo fa disponendo a favore di un’altra persona un suo diritto, o assumendo verso di lei un’obbligazione.

La forma del contratto

Visto che una volta conclusa di solito è irrevocabile per una delle due parti coinvolte, è essenziale che la donazione sia fatta con la forma del contratto: deve essere conclusa sotto il controllo del notaio per atto pubblico, con due testimoni. In questo senso, il consiglio dal notaio è utile soprattutto per trovare le soluzioni giuridiche più adatte a evitare futuri contenziosi (per esempio, familiari) o problemi legati alla cosiddetta «commerciabilità» dei beni donati.

Elementi essenziali

Elementi essenziali della donazione sono due:

  • lo spirito di liberalità
  • arricchimento del donatario.

Come si fa

La forma della donazione è molto importante. Come detto, deve essere conclusa con un atto pubblico in presenza di due testimoni.

La necessità dell’atto pubblico è dovuta

  • dall’importanza dell’atto di donazione
  • per gli effetti sul patrimonio di chi dona (e dunque si priva di qualcosa).

Infatti chi dona deve essere non solo presente a se stesso, ma consapevole dell’atto che sta facendo e di tutte le conseguenze che ne derivano. Anche per questo, la consulenza preliminare del notaio è d’aiuto.

Cosa comporta

La donazione è uno strumento con cui si può rispondere a necessità e interessi diversi.

Questo, grazie a clausole specifiche ( «condizioni» o «oneri»): per esempio, una persona può donare all’altra una casa, che allo stesso tempo accetta di prestarle assistenza.

Esempio

Fra i casi più comuni, la donazione di un immobile «con riserva di usufrutto a vantaggio del donante». In sostanza, si dona la casa a qualcuno, ma fino alla propria morte (o un’altra scadenza) si mantiene il diritto di usarla: in questo periodo chi l’ha donata potrà dunque viverci o riscuotere l’affitto, ma allo stesso tempo dovrà anche pagarele spese ordinarie o le imposte.

Quando può essere revocata

La donazione può essere revocata per alcune cause tassative di natura etico-sociale.

Per esempio,

  • ingratitudine di chi riceve la donazione: nel caso in cui commette atti gravi nei confronti di chi gli ha fatto la donazione o del suo patrimonio
  • «sopravvenienza di figli»: se chi ha fatto la donazione ha figli o discendenti (anche se scopre di averli dopo la donazione).

Se la donazione è fatta a persone che avrebbero diritto a ricevere un’eredità da chi dona, è considerata anticipo di eredità: significa che quando scomparirà chi ha fatto la donazione, questa donazione rientrerà nella quota di eredità.

Tutela degli eredi legittimari

Riguardo al rapporto tra la donazione e la futura successione di chi fa la donazione, bisogna sempre tenere conto che la donazione è un atto «a rischio»: può mettere a repentaglio la successiva circolazione dei beni donati, oppure rendere difficile un finanziamento da loro garantito.

La legge tutela infatti alcune categorie di familiari (i cosiddetti legittimari), e gli riserva una quota di eredità (legittima) anche contro la volontà espressa nella donazione da chi è scomparso.

Rientrano in queste categorie i discendenti (figli e nipoti), gli ascendenti (genitori, nonni e così via) e il coniuge.

Anche se valide ed efficaci, se le donazioni al momento della morte di chi le ha fatte risultano contrarie ai diritti di un «legittimario», questo potrà agire in giudizio per renderle inefficaci si tratta dell’azione di riduzione).

La tutela del legittimario può coinvolgere anche altre persone (terzi) che hanno acquistato diritti da chi ha fatto la donazione (comprese le banche che per la concessione di un mutuo hanno ricevuto in garanzia un immobile che è stato donato). Infatti se chi fa la donazione non ha beni sufficienti per soddisfare le pretese dell’erede, si può chiedere la restituzione del bene all’acquirente stesso, che a sua volta potrà liberarsi con il versamento di una somma corrispondente (azione di restituzione).

Il ruolo del notaio

Come visto, nel caso della donazione lo scenario può essere piuttosto complicato, soprattutto a causa di implicazioni e complicazioni (anche proiettate nel futuro).

È il motivo per cui vi consigliamo sempre di rivolgervi a noi con un certo anticipo, così da potervi consigliare al meglio sulle soluzioni più adatte per evitare imprevisti, e fare la donazione nella maniera (e con gli effetti) desiderati.

photo credit: Apple Child via photopin (license)

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