Impresa familiare e impresa individuale: gli aspetti principali

Impresa familiare e impresa individuale: gli aspetti principali

L’impresa familiare è una forma particolare dell’impresa individuale: forma che l'impresa individuale può assumere quando sono gli stessi familiari dell’imprenditore a collaborare alla sua attività.

Impresa individuale e impresa famigliare sono due fra le forme per cui riceviamo più domande e richieste di chiarimento. Vediamo di cosa si tratta, e quali sono le loro caratteristiche principale.

Impresa individuale

L’impresa individuale è la forma di impresa più semplice e meno costosa da avviare. Non c’è bisogno di un atto pubblico, né di versare un capitale minimo iniziale.

In questo caso l’imprenditore è una persona sola. Ed è l’unico responsabile della sua attività (in bene e in , come vedremo).

Per iniziare un’impresa individuale è sufficiente

  • aprire la partiva Iva presso l’Agenzia delle Entrate a cui compete dal punto di vista territoriale la vostra attività
  • dichiarare l’attività che svolgerete e il codice di classificazione che la contraddistingue (può essere anche più di uno). Si tratta dei codici Ateco: sono molti, e organizzati in maniera gerarchica per ambiti di interesse (a questo indirizzo un servizio di Infocamere aiuta ad orientarsi fra i codici)
  • iscrivervi al Registro Imprese della vostra città
  • iscrivervi all’Inps e, nel caso, all’Inail.

Dichiarerete il reddito prodotto dalla vostra impresa in un modello previsto dall’agenzia delle Entrate, che dev’essere presentato ogni anno. Attenzione, però: questo tipo d’impresa è a «responsabilità illimitata»: in sostanza, significa che se gli affari vanno male rischiate anche il vostro patrimonio personale.

Rispetto al codice civile, gli articoli che regolamentano l’attività di impresa individuale sono il 2082 e quelli seguenti.

Il titolare di un’impresa individuale può avere collaboratori e dipendenti: ma nel caso in cui i collaboratori son o suoi familiari, l’impresa può prendere una forma particolare.

Impresa familiare

Cos’è

L’impresa familiare è una forma particolare dell’impresa individuale: forma che l’’impresa individuale può assumere quando sono i familiari dell’imprenditore a collaborare alla sua attività.

Ancora una volta, le responsabilità ricadono sull’unico imprenditore (comprese le perdite): tuttavia, la forma di impresa familiare ha caratteristiche particolari, che ruotano tutte intorno alla collaborazione dei famigliari.

Come si costituisce

Se l’impresa individuale deve prendere la forma di impresa familiare c’è bisogno di un atto notarile. Atto che si può fare

  • all’inizio dell’attività (in questo caso è subito attiva)
  • con una dichiarazione quando l’attività è già in corso: in questo caso, però, la nuova forma entrerà in vigore solo a partire dal periodo d’imposta successivo alla data di redazione dell’atto

Chi può collaborare, e come

Possono collaborare con l’imprenditore individuale

  • il coniuge
  • i parenti entro il terzo grado
  • gli affini entro il secondo grado

Nessuno dei famigliari deve per forza avere compiuto i 18 anni: basta che ha la capacità di essere parte di un rapporto di lavoro subordinato. Questo, anche se in realtà il lavoro dei collaboratori a un’impresa familiare non configura un rapporto di lavoro subordinato né altri tipi di rapporto di lavoro. E di conseguenza, l’imprenditore individuale non paga contributi previdenziali per i collaboratori all’impresa familiare.

Utili e vantaggi fiscali

  • I vantaggi fiscali immediati riguardano la ripartizione del reddito prodotto dall’imprenditore fra i familiari collaboratori, in modo proporzionale alla qualità e alla quantità del lavoro che hanno prestato nell’ambito dell’impresa: la percentuale di reddito da imputare all’imprenditore non può comunque essere inferiore al 51% del totale.
  • i collaboratori familiari  hanno il diritto agli utili prodotti dall’impresa e anche ai suoi incrementi, compreso l’avviamento.
  • il reddito complessivo si calcola con le stessa regole previste per il reddito di impresa, per il regime ordinario o semplificato. L’imprenditore individuale indicherà il suo guadagno come reddito di impresa nei quadri RF, RG o RD del Modello Unico:invece i collaboratori indicheranno il proprio reddito nel quadro RH del Modello Unico (come reddito di partecipazione).

E in caso di alienazione? In questo caso ci sono regole precise: l’imprenditore individuale deve avere del consenso di tutti i collaboratori.

Mettendo da parte gli aspetti particolari di questa forma specifica (i vantaggi fiscali, la necessità di un atto, …) vantaggi e svantaggi principali dell’impresa individuale sono evidenti: da un lato, la semplicità di apertura e gestione (e anche dell’eventuale chiusura): dall’altra la possibilità che il “fallimento” possa coinvolgere il proprio patrimonio personale.

Ogni impresa (e progetto per fare impresa) è in ogni caso una storia a sé stante, definita da molti aspetti che riguardano sia i suoi protagonisti che il profilo specifico dell’attività

Per questo, la cosa migliore è sempre il confronto, per capire insieme quali sono le opportunità migliori per impostare subito in maniera corretta e coerente il vostro percorso anche dal punto di vista formale.

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