
Parentela, affinità e stato giuridico dei figli: una guida
Quali tipi di parentela esistono, come si calcolano i gradi, che cos'è l'affinità? Ecco quali sono gli aspetti principali da tenere in conto per capire come la legge guarda ai legami di parentela.
La parentela è il vincolo tra persone che a loro volta discendono dalla stessa persona.
La legge ne distingue due tipi.
- Parentela in linea retta: fra persone che discendono l’una dall’altra. Per esempio, padre e figlio.
- Parentela in linea collaterale: fra persone che hanno un avo in comune, ma non discendono l’una dall’altra. Per esempio, fratelli e sorelle.
Questa distinzione serve anche a distinguere i gradi di parentela agli occhi della legge.
- Grado di parentela in linea retta: è dato dal numero delle generazioni, senza però contare quella più anziana. Per esempio, padre e figlio sono tra loro parenti di primo grado: 1 grado il padre + 1 grado il figlio = 2 gradi. Poi si sottrae il grado più anziano (quello del padre).
- Grado di parentela in linea collaterale: è dato dal numero delle generazioni da una persona all’avo comune, e da questi all’altra persona – senza però contare l’avo comune. Per esempio, fratelli e sorelle sono tra loro parenti di secondo grado. Vale l’esempio di sopra, a cui si aggiunge il grado di parentela tra i due fratelli: 1 grado il padre + 1 grado il figlio + 1 grado il fratello = 3 gradi. Poi si sottrae il grado comune (quello del padre).
Quindi è importante stare attenti a non confondere le formule di uso comune con le definizioni di legge: i cosiddetti «cugini di primo grado» dal punto di vista giuridico sono in realtà parenti di quarto grado.
Perché è importante il grado di parentela?
Il grado di parentela è importante perché in linea generale la legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado. Significa (per fare un esempio molto spiccio) che persone legate fra loro da una parentela più remota non possono avere nessuna pretesa legittima per le rispettive «eredità».
Figli naturali, «legittimi» e adozioni
Grazie alle recenti norme sul riconoscimento dei figli naturali, il nostro codice civile stabilisce espressamente che la parentela è il vincolo fra persone che discendono da uno stesso stipite. E vale quando il figlio
- è nato all’interno del matrimonio
- è nato fuori dal matrimonio
- è adottivo.
In sintesi: tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico.
E oggi non esiste più nessuna differenza fra figli nati dentro o fuori il matrimonio dei genitori, sia sotto l’aspetto personale che dal punto di vista patrimoniale.
L’affinità
È il vincolo fra uno dei coniugi e i parenti dell’altro coniuge. Per esempio, tra il coniuge di una persona e la madre di questa persona.
Come per la parentela, anche l’affinità è distinta in più linee e gradi. Più precisamente, nella linea e nel grado in cui una persona è parente di uno dei coniugi, la stessa persona è affine dell’altro coniuge. Per prendere un esempio molto semplice, genero e suocera sono tra loro affini in linea retta di primo grado. Motivo? Questo primo grado è simmetrico al primo grado che lega nella parentela suocera/madre e figlia/moglie.
(Una nota: dato che l’affinità è un istituto collegato per definizione al matrimonio, in questo senso la recente riforma in materia di «filiazione» non ha dunque modificato nulla).
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