Legge sulle unioni civili: cosa cambia? Ecco gli aspetti principali

Legge sulle unioni civili: cosa cambia? Ecco gli aspetti principali

Attesa da circa 28 anni, arriva in Italia la nuova legge che riscrive il diritto di famiglia: riconosce per la prima volta diritti e doveri alle coppie omosessuali, e amplia i diritti delle coppie di fatto.

La legge sulle unioni civili disciplina da un lato le unioni omosessuali, e dall’altro amplia i diritti delle coppie di fatto – oggi regolamentati con i patti di convivenza.

Rispetto al disegno di legge Cirinnà non ci sono più la stepchild adoption: ossia l’adozione del figlio del proprio compagno. Né l’obbligo di fedeltà previsto unicamente per i soggetti sposati.

Fra le novità di maggiore rilievo per le coppie omosessuali, la possibilità di ricevere la pensione di reversibilità ed accedere alle graduatorie degli asili o avere in eredità i beni della persona con cui hanno condiviso la vita.

Per le coppie eterosessuali, invece, è finalmente riconosciuta la possibilità di assistere il proprio partner in ospedale e diventare suoi tutori in caso di necessità (oltre a entrare nelle graduatorie di assegnazione delle case popolari).

Ecco un colpo d’occhio sugli aspetti principali della legge sulle unioni civili per le coppie eterosessuali e quelle omosessuali.

Per le coppie eterosessuali

Contratti di convivenza

I patti di convivenza (così si chiamano i contratti che regolano i rapporti tra coppie eterosessuali) possono essere stipulati davanti a un legale o a un notaio.

La coppia deve essere formata da

  • un uomo e una donna
  • entrambi maggiorenni
  • uniti da vincoli affettivi e
  • uniti da stabile reciprocità di assistenza morale e materiale.

I patti prevedono misure che non sono equiparabili né alle unioni civili né al matrimonio.

La novità di poter assistere il partner in ospedale è molto rilevante.

Contrariamente a quanto previsto in passato, i conviventi  tramite il contratto di convivenza possono scegliere la comunione dei beni, f\ino a oggi consentita solo alle coppie sposate. Possono insomma indicare come (e in quale misura) intendono contribuire alla vita in comune, mettendo nero su bianco davanti al notaio o legale che riceve il contratto modi e somme necessarie al mantenimento quotidiano.

Questi contratti possono ovviamente essere modificati nel corso degli anni, in base ai cambiamenti delle situazioni economiche dei due partner.

Accesso alle case popolari

Le case popolari saranno assegnate anche ai conviventi.

I diritti delle coppie che convivono sono equiparati a quelli delle coppie sposate anche per le liste di assegnazione delle case popolari, nel loro comune di residenza.

Ovviamente, la coppia potrà accedere alle liste solo se avrà stipulato un contratto di convivenza e se sarà titolare dei requisiti soggettivi richiesti per entrare in graduatoria.

I figli, in caso di separazione?

Se la coppia che ha sottoscritto un contratto di convivenza si divide, per i figli tutto è regolato come per una separazione (e l’eventuale divorzio) tra persone sposate.

Di conseguenza, il giudice prenderà le decisioni concernenti l’affido, il mantenimento dei figli e le visite.

Unica differenza rispetto al matrimonio: i parametri per l’assegno di mantenimento saranno visti in base alla durata della convivenza.

Malattia e partner tutore

Per la prima volta, la legge disciplina l’ipotesi in cui tra partner conviventi intervenga una malattia.

I conviventi possono essere nominati tutori del proprio partner, nel caso in cui uno di questi divenga ‘inabile o incapace di intendere e di volere’.

Per scongiurare il rischio che in caso di malattia di uno dei partner, le decisioni circa la tutela del diritto della salute vengano assunte da soggetti terzi o sconosciuti, i partner possono preventivamente designarsi reciprocamente tutori: in questo modo, deciderà sulle scelte circa la cura della persona, chi ha condiviso anni di vita.

La casa: al convivente per 5 anni

Case e affitti per i conviventi sono sempre stati un problema. Uno solo dei due era ovviamente l’intestatario dei contratti di affitto: in questo modo, convivente o compagna erano «fantasmi», e correvano il serio rischio di rimanere senza alloggio.

Ora, la nuova legge sulle unioni civili prevede che

  • il partner o la partner possano subentrare nel contratti di affitto della casa adibita a comune abitazione, anche se era intestata al compagno.
  • se il convivente muore e la casa in cui la coppia abitava era di proprietà di uno dei partner, il partner sopravvissuto ha diritti di restarci per altri 5 anni (per farlo, deve però avere lì la residenza).

Coppie omosessuali

I nuovi diritti, in Comune

Le coppie omosessuali dovranno registrare in Comune un contratto che si chiama unione civile e definisce nel dettaglio

  • diritti e doveri dei partner
  • obblighi di legge
  • tutele reciproche.

L’articolo 1 della legge sulle unioni civili cambia la storia del diritto di famiglia in Italia: stabilisce che d’ora in avanti anche le coppie omosessuali potranno «esistere» come coppie davanti alla legge e alla società.

Chi può fare l’unione civile?

La legge lo dice chiaramente: due persone maggiorenni dello stesso sesso, che ovviamente non siano ancora sposate con altri.

Dove?

L’atto deve essere firmato davanti all’ufficiale di Stato civile in Comune, alla presenza di 2 testimoni.

Scegliere il cognome

Una delle novità è la possibilità per la coppia di scegliere che cognome adottare.

Le opzioni sono diverse:

  • si può avere un solo cognome comune
  • si può aggiungere al proprio cognome quello della compagna o del compagno.

Doveri e diritti (ma non c’è la stepchild adoption)

La coppia omosessuale avrà identici diritti e doveri della coppia eterosessuale.

Fra i doveri:

  • obbligo di assistenza morale,
  • obbligo di assistenza materiale (la coppia, in base alle sostanze e capacità dei partner, contribuisce ai bisogni comuni)
  • obbligo di coabitazione

Resta escluso l’obbligo di fedeltà, imposto invece ai soggetti eterosessuali che si uniscono in matrimonio.

Fra i diritti:

  • reversibilità della pensione
  • congedi parentali
  • contratti collettivi di lavoro
  • graduatorie all’asilo nido se la coppia ha figli

Come detto, niente stepchild adoption: l’adozione del figlio del compagno è esclusa.

Ereditare è possibile

In materia di successione, la nuova legge equipara le unioni civili al matrimonio.

Pertanto, di fronte ad un’eredità la coppia omosessuale avrà gli stessi diritti dei coniugi eterosessuali.

Fino a oggi i partner erano sostanzialmente ignorati sotto il profilo della successione, perché privi di diritti sui beni della persona con cui avevano convissuto.

Fine della relazione

L’unione civile corre gli stessi rischi di rottura dell’unione eterosessuale.

In questo caso si applicheranno le regole della legge sul divorzio: sia per quanto riguarda l’affido dei figli, sia per i diritti di visita e l’assegnazione della casa.

Inoltre, se uno dei partner cambia sesso o rettifica la propria identità e la coppia diventa dunque eterosessuale, l’unione dovrà essere sciolta.

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